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Tagliare l’erba in modo naturale per riconnettersi alla natura

Siamo in miliardi nel mondo attaccati alla necessità di regolare l’altezza dell’erba nei nostri cortili. Abbiamo trattori taglia erba, macchinette tosaerba, decespugliatori elettrici e a benzina. Poi ci sono i soffiatori, i motosega elettrici per siepi e alberi. Non parliamo di una categoria di persone, gli agricoltori, legate alla lavorazione della terra in modo professionale. Per questi infatti è molto probabile che falce e sega a mano la conoscano quanto conoscano bene gli strumenti meccanici. Gli agricoltori infatti accendono una motosega in modo razionale, e mai d’altronde potrebbero fare diversamente quando si tratta di dover trattare numeri elevati di piante e terreni. Ma il privato nel suo cortile? necessita di un arsenale degna di un armeria in Tex Willer?

Quindi come si può spiegare il fenomeno di tutti quei trattoristi della domenica “non sportiva” dotati di motori a duemila cavalli per tosare poche piante e qualche ciuffo d’erba, gareggiando con il vicino per fare notare ai passanti forestieri, che con crescente premura gli sfreccia davanti senza nemmeno notare, il loro pulito prato? La risposta: ricerca di comodità, praticità, poco tempo a disposizione e poca voglia di avvicinarsi alla natura. Certo tralasciato il caso in cui proprio la velocità sia fondamentale perché, ed è il caso di dirlo, proprio non si può fare altrimenti. Se si tratta di urgenze poi è ovvio che il tempo sia così limitato, ma se non è così quale motivo si nasconde dietro una così condivisa pratica? Se Mauro Corona leggesse questo articoletto, oltre che mettersi le mani nei capelli, potrebbe rispondere anche così : “Cari miei! il bisogno di avere tutto è subito in questa moda della velocità compulsiva non è comodità quanto schiavitù umana che si sottomette stupidamente alla natura.”

Come si potrebbe dargli torto? infondo l’erba cresce è il fenomeno della gara al prato senza margherite, che tanto un tempo facevano felici i bambini che anche ci confezionavano collanine e braccialetti, cosi come gli amanti sospettosi di cui a volte guadagnavano sorrisi, si innesca inesorabilmente alla prima accensione di tosaerba. Ogni anno infatti c’è sempre il primo di tutti che la vede li. Si gira una mattina è la vede spiumarsi allegramente fra i rivoli di vento, la guarda, i due si guardano, lo guarda… si ok potremmo andare avanti a lungo ma veniamo al dunque. Il fenomeno è descrivibile in quello che un tempo era l’avvistamento predittivo dell’America, per i migranti sulle navi nel porto di New York. Da lontano c’era sempre qualcuno che la vedeva per prima e urlava! In questo caso il primo che inizia sente la primavera, gli mancano gli antistaminici così tanto che decide di essere il primo e urla che è arrivata la primavera! solo che anziché farlo con la voce, perché anche qui servirebbe un interessante valutazione del fenomeno, accende il suo bel falcia erba motorizzato e fiammante, lo stesso che i montanari abituati alla pendenza tanto amano quanto il mare. Ecco la primavera è arrivata pensano i vicini e a loro volta, in una sorta di canto delle sirene quanto lo erano per i pirati, si fanno fregare, ci cascano e comunicano in un codice speciale fra loro.

Abbiamo finora voluto scherzare riguardo questo fenomeno ma parlando coscientemente dovremmo aver capito un po’ tutti che infondo la natura impone una certa cura, una certa costanza, si fa notare e richiama attenzioni ma se dovessimo fermarci qui no, non potremmo includere veramente fino affondo il caso di cui tanto interessa anche te.

Scavando a fondo possiamo trovare in gran parte la paura del giudizio altrui e la percezione di essere sempre al centro del controllo altrui. Cosa per cui pretendiamo una certa costanza cercando di barattare i tempi moderni con quelli che la natura realmente impone, che per nulla sono rapidi, ma delicati e lenti. Eppure durante la pandemia, momento in cui tutti siamo stati costretti a rimanere nei nostri appartamenti, case o cortili, il famigerato giardiniere della domenica non ha solo non compreso la natura, nonostante ne avesse avuto il tempo, ma ha incrementato il taglio della stessa. Il suo tempo era diviso fra guardare la tv, la grattatina, un piatto di pasta e fagioli e la fissa di guardare dalla finestra ogni singolo ciuffo d’erba! il primo che notava più propenso a sbattere la sua lunga chioma al vento nulla avrebbe potuto davanti al suo modificato duemila turbodiesel comprato alla ferramenta in versione base e a miscela. Uscita dopo uscita, in edicola o dal meccanico, quello che un tempo era uno sbattitore per uova elettrico è diventato un macinasassi capace di polverizzare anche il ferro. E non mancano in rete infatti video di quelli che usano questi macinini per atterrare facendosi catapultare dai duemila cavalli su siepi, alberi e alcuni, finita la stagione e l’erba da tagliare, persino sugli stecchi rimasti nei campi di mais dopo il passaggio delle trebbie. Il rumore che ne nasce se ben registrato e applicato a quei video intitolati ” strani suoni dal cielo – la fine del mondo ” di sicuro farebbero sgettonare il botteghino anche ad Hollywood.

Queste persone sono la fortuna di meccanici, distributori di carburante, concessionarie di attrezzi agricoli e ferramenta considerando che ogni anno non sono poche le ore che perdono a falciare qualcosa. Se non trovano nulla sarebbero persino capaci di falciare le acque come le correnti d’aria. I professionisti di cui sopra ovviamente sorridono e ringraziano.

Che poi diciamocela tutta come si fa a passare tutte quelle ore ogni anno in quel boato assordante e logorante, che sempre se non spesso supera i 100 Decibel; cosa che richiederebbe per obbligo indossare le cuffie antirumore, cosa che nessuno, o molto pochi fanno. Ore e ore passate a respirare Biossidi (inquinante derivato dalla combustione nei motori) sotto il sole cocente, o in tarda serata, quando il sole scende un po’ e si muovono allegramente le zanzare. Queste sono cose che ci dovrebbero spingere a chiederci : se molte sono le ore che devo passare all’anno a dedicarmi alla terra, alla natura, sarà forse il caso che questa natura l’ascolti veramente?

Ma qui ci casca l’asino. La comodità ci ha resi idealisti che tutta la tecnica necessaria alla sopravvivenza dell’uomo potesse passare dalla teoria nel web. E invece no, non è così, puoi passare infatti anche ore a guardare video tutorial su come fare il filo alla lama di una falce che la realtà poi è ben più complicata di quanto non sembri. Abbiamo forse dimenticato che osservare e lasciarsi osservare mentre si lavora rispettando la natura non solo è certezza di un futuro lontano dagli assistenzialismi degli ammortizzatori sociali, ma anche un esempio per le nuove generazioni. Perché ditelo ai giovani, pur con una frase alla Benigni : che saper fare il filo alla lama di una falce piuttosto che salire su un trattore tosaerba, non fa venire il pisello piccolo, ma mette i muscoli. Che se i più vecchi li usano o li hanno usati è perché hanno creduto invano da giovani che la meccanica potesse salvarli dal logorio della vita faticosa riuscendo questa ad inserirsi in un spazio affiancato al lavoro manuale, piuttosto che acquisire prepotentemente tutto lo spazio e sottrarre posti di lavoro; esattamente come oggi fa la tecnologia digitale.

Ma il silenzio regna sovrano. La natura, mentre quella lama scorre sul prato, si inchina e parla. Ci si abbronza, si dimagrisce, si fanno così anche buoni muscoli e si aumenta pure la resistenza. La salute generale del corpo ringrazia. Si ha tempo per riflettere, addirittura pensare così come udire il saluto di un amico che passa. Tutto ciò che contrariamente avviene durante le ripetute sedute di taglio del prato fatte con mezzi meccanici a motore a scoppio dove rumore, inquinamento, vibrazioni e meccanica concentrazione del tutto ipnotica spengono la capacità di problem solving tanto utile ai giorni nostri in cui problema corrisponde risoluzione comoda e digitale riprodotta in scala e sequenza burocratica.

Se sapessimo tutti poi che un piccolo taglia erba a motore a scoppio inquina quanto un camion, ma che siamo anche molto inclini in molti anche a spendere centinaia di euro in alimenti biologici coltivati a ridosso di prati falciati in tal modo, ci renderemmo conto di quanto sia delicato ormai poter distinguere un alimento non inquinato da quello che non lo è. La natura infondo ritorna all’uomo quello che essi gli offre.

Abbiamo capito, tagliare l’erba è un arte. Ma se non vogliamo proprio renderci ancor più conto, di quanto poco basti per aiutarci anche noi umani fra esseri umani, basterebbe ricordare a tutti che falciando i prati seguendo l’andamento corretto delle fasi lunari, si possono evitare le stagnazioni di erbe potenzialmente ricche di sostanze tanto odiate da coloro che proprio vivono con difficoltà l’arrivo dei pollini e della primavera. E che se non siamo pollici verdi ma apprezziamo l’ordine nei nostri giardini piuttosto che doversi scomodare per un rapporto uomo natura poco interessante, c’è sempre una soluzione alternativa. Quale? recuperare quelle ore passate a tagliare il prato, dedicandosi a fare qualcosa di più costruttivo e certamente investendo su un buon compromesso. Quale? certamente l’installazione a terra di cavi di limitazione e la libera circolazione di un tagliaerba a batteria automatico come quello che vedi qui nei consigli per gli acquisti più in basso. Non per spingerti su una preferenza commerciale, sperando che tu abbia comunque il tuo rivenditore di zona e un dépliant a portata di mano, ma giusto per fare un esempio, il Gardena Sileno Life è adatto ad affrontare anche i cumuli prodotti dalle talpe. Ormai non ci sono scusanti, questi tagliaerba oltre che silenziosi sono divenuti capaci di adattarsi a qualsiasi terreno, anche i più sconnessi siano essi piani o pendenti (anche al 35%).

Che poi anche se non lo si pilota da smartphone con il Bluetooth, ma semplicemente si fanno due passi fino in giardino per respirare anche un po’ d’aria fresca, la sua velocità e simile a quella di un anziano con il girello. Al massimo a fare le gare in primavera ci si metteranno loro, ma non con il vicino, ma con un piccolo robot. Perché quella è l’età in cui la comodità resta pur sempre un diritto. Così niente sbattimenti di nipoti da chiamare, figli, generi, cugini ecc. Un pulsante e la loro simpatica capretta inizierà a ritagliare comodamente il prato. Per chi ha il dubbio non capiscano: videocamera, lettore dvd e un nipote che scriva in fronte schermo bello in grande le procedure. Al massimo ormai anche le marche più note hanno i video tutorial sparsi per la rete. Tak!

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Date: Novembre 14, 2020